(Nello scenario contemporaneo la video-arte, superate le diffidenze, incarna un diverso e rinnovato rapporto con il fruitore, poich・propone una formula comunicativa che si avvale di un parametro visivo proprio della nostra epoca.)
Cinepresa, telecamera e videocamera, citate in ordine temporale di “nascita”, sono gli strumenti dell’immagine in movimento che irrompono nella scena dell’arte come media capaci di ri-formulare l’espressivit・creativa in senso estetico, affidando alla mediazione del mezzo tecnico il grado di tensione che intercorre fra l’artista e la propria poetica.
Dunque, la meccanica prima, l’elettronica poi e il digitale oggi, da traguardi del mondo scientifico a protesi creative, protesi concorrenti ad una nuova dimensione all’arte visiva contemporanea, attraverso cui passa la riformulazione dell’opera nei termini di lavoro d’arte come risultato mediato, realizzato in maniera indiretta dall’artista, ma pur sempre risultato di un’esperienza che implica sollecitazioni sensibili, vincolando capacit・legate alla conoscenza e alla consapevolezza.
L’artista, creatore (in-)consapevole, ha un occhio attento con il quale attinge sia dal dentro di s・che dall’intorno a s・ Da qui prendono avvio visioni prima e immagini dopo e il lavoro d’arte diviene pertanto il risultato di una sovrapposizione, di una sorta di “accordo” tra pensiero e volont・ tra stati d’animo e suggestioni del quotidiano, risultato di un processo di depurazione del reale capace di far riconquistare all’immagine un valore semantico come risultato di uno sguardo “strutturato” che apre ad una moltitudine di significati, anche i pi・sottesi. “
Sguardo” di un artista che crea in virtuale, che si avvale di videocamera e computer, di softwares e memorie digitali, sempre pi・esigente del risultato, soprattutto nelle fasi di post-produzione e per questo sicuro e determinato nell’attivare collaborazioni che accomunano conoscenze differenti. Un aspetto della video-arte che rivela una dimensione rinnovata della “Bottega d’arte” come fucina creativa, come luogo del passaparola tra artisti e tecnici di ripresa, del suono, delle luci, figuranti e attori; tutti coinvolti a costruire un dialogo, un percorso visivo che cela una coralit・di voci e di esperienze all’insegna, talvolta, del no-gap generazionale.
I video de “LIMMAGINECONTINUA”, selezionati per il concorso, ne rappresentano una valida testimonianza. Video principalmente di montaggio che in generale dimostrano una buona padronanza della tecnica di ripresa e di post-produzione. Tuttavia, in tal senso, ad emergere, secondo il mio personale sentire, sono i lavori di Angelo Spina e Annamaria Di Giacomo. In senso concettuale, per la pi・parte, la rassegna dichiara una traccia comune nella dimensione dell’esplorazione del quotidiano in senso privato ed esistenziale, facendo appello a sentimenti e desideri, ambizioni e fascinazioni, ma anche ai propri timori e alle proprie paure ai propri dubbi… attingendo tanto dal reale, quanto dagli intimi paesaggi della mente.
di Fiammetta Strigoli